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MALAMORE

Partecipazioni

Cinema Italiano 82 - Vittorio De Sica
Mostra Internazionale del Cinema (1982)


Titolo BiennaleMALAMORE
Tit. distrib. ital.MALAMORE
Anno1982
RegiaEriprando Visconti
SceneggiaturaRoberto Gandus, Eriprando Visconti
SoggettoRoberto Gandus, Eriprando Visconti
FotografiaLuigi Kuveiller
MusicaAldo Salvi
InterpretiJimmy Briscoe, Nathalie Nell, Antonio Marsina, Remo Girone, Elisabeth Kaza, Leonardo Treviglio, Serena Grandi
NazionalitàItalia
LinguaItaliano
Dati tecniciLungometraggio, Colore, 90 minuti
MontaggioNino Baragli
ScenografiaGian Maurizio Fercioni
CostumiClelia Gonsales
ProduzioneArcana Film Produzione

Sinossi: Siamo nel 1916, in una piccola cittadina del Veneto a due passi c’è la guerra. Nella villa del ricco avvocato Giammarco è stato allestito un ospedale da campo per i feriti che arrivano dal fronte. Marcello, giovane figlio del padrone di casa, vive con sofferenza la sua condizione di nano e trova le sue amicizie tra i feriti rifugiati nella casa. Tra questi c’è Amilcare (cieco) e il Monco che sebbene congedati, non trovando il coraggio di tornarsene in famiglia, si rendono utili sbrigando lavori per l’ospedale improvvisato. Un rapporto di amicizia con il nano cerca di stabilirlo anche Cesare, giovane bello e spregiudicato che, pur di salvare la propria pelle, si accontenta di fare il “barelliere”. Di fronte alla villa, in questa cittadina di provincia c’è una casa di tolleranza, con belle ragazze gentili che vanno e vengono. Marcello introdotto nella ‘casa’ di Leni Grundt da Cesare, si innamora di una delle ragazze, Maria. Quando in seguito ad un incidente Marcello perde il padre ed eredita una grossa fortuna, in quel gruppo di disertori, di sfollati e di manigoldi che la guerra ha fatto approdare nella ‘casa’, c’è qualcuno a cui viene in mente di tendere un tranello a Marcello per impadronirsi di tutto il suo denaro e ucciderlo. E sono proprio quei suoi amici a tendergli l‘agguato. Maria, che ha partecipato al tranello finché pensava si trattasse solo di furti, all‘idea dell‘omicidio si tira indietro e avverte Marcello. Questi nella fuga investe, senza volerlo, proprio lei, Maria, Che dall’incidente esce completamente paralizzata. Finita la guerra il nano si dedica completamente alla ragazza assistendola e curandola come una bambina, maturato e... cresciuto.

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