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la Biennale di Venezia: Archivio Storico delle Arti Contemporanee

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MANON

Leone di San Marco, 1° Gran Premio Internazionale (1949)

Partecipazioni

Francia
10. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica (1949)


Titolo BiennaleMANON
Tit. distrib. ital.MANON
Anno1949
RegiaHenri-Georges Clouzot
SceneggiaturaHenri-Georges Clouzot, Jean Ferry
SoggettoAbbé Prévost
FotografiaArmand Thirard
MusicaPaul Misraki
InterpretiCécile Aubry, Michel Auclair, Serge Reggiani, Gabrielle Dorziat, Héléna Manson, Raymond Souplex
NazionalitàFrancia
Dati tecniciLungometraggio, Bianco e Nero
ProduzioneAlcina
DistribuzioneLes Films Corona, Cofranex

Sinossi: Il racconto inizia con la conquista di una cittadina da parte di un gruppo di partigiani francesi e di truppe alleate. La popolazione appena liberata dà la caccia a coloro che hanno in qualsiasi modo collaborato con i tedeschi e principalmente alle ragazze che si sono accompagnate con loro. Manon è tra queste e un gruppo di popolani, uomini e donne, vuole applicarle la pena del taglio dei capelli. Al sopraggiungere dei partigiani Manon viene presa in consegna da questi e condotta da Robert in una chiesa bombardata in stato d' arresto. Tenta di fuggire due volte. Robert si commuove e al momento in cui il suo Comandante viene a reclamarla, la lascia fuggire. Manon però si nasconde soltanto e appena Robert rimane solo gli si getta tra le braccia e lo invita a seguirla. I due partono a bordo di una jeep e, trascorsa la prima notte in una casa abbandonata, raggiungono Parigi nelle giornate tumultuose della liberazione. Manon si getta a capofitto in una vita di facile lusso, spingendo Robert a unirsi a una banda e al tempo stesso tradendolo con il capo di questa. Scoperta, piange ma ben presto ricomincia da capo finché, di gradino in gradino, lasciando a Robert l'illusione che ella faccia l'indossatrice, finisce in una “maison close”. In questa la sorprende Robert e dopo averla picchiata, non riuscendo a staccarsi da lei, le chiede perdono. Finalmente la ragazza decide di lasciare Parigi con un ufficiale americano, convinta che ciò è per il bene dell'uomo che ama e, per metterlo nella impossibilità di seguirla, Io fa rinchiudere da un amico nella stanzetta sotterranea di un cinematografo. Robert in un accesso di follia, nella speranza di raggiungere la ragazza, strangola l'amico con un filo elettrico e fugge. Allora, pensando solo a lui, Manon abbandona tutto, riesce a prendere il treno già in movimento e a ritrovare Robert e insieme con lui, ad imbarcarsi clandestinamente a bordo di un piroscafo nel quale sono saliti degli ebrei diretti in Palestina. Gli ebrei con i quali sono Robert e Manon, sorpresi dai predoni arabi nel deserto sono massacrati. Manon fa scudo con il suo corpo a Robert e rimane uccisa. Robert trasporta il cadavere di Manon fino all'estremo limite delle sue forze. Quando esausto è incapace di proseguire, le scava una fossa nella sabbia, la copre lentamente lasciando che affiori solo il volto e su questo si abbatte.

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