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la Biennale di Venezia: Archivio Storico delle Arti Contemporanee

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MOROTZCO

Gran premio Leone di San Marco per il miglior film in senso assoluto (1965)

Partecipazioni

17. Mostra Internazionale del Film per Ragazzi - Film per l'adolescenza - Gruppo A - Film a carattere ricreativo
26. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia (1965)

Documenti ASAC

Pellicola in archivio
Sequenza dal film (2,13 MB, formato WMV)


Titolo BiennaleMOROTZCO
Anno1965
RegiaAleksandr Rou
NazionalitàUrss, Unione Delle Repubbliche Socialiste Sovietiche
LinguaRusso
Dati tecniciLungometraggio, Colore, 90 minuti, 35 mm

Sinossi: E' la storia di due ragazze e di un giovane bello e vanitoso. Una delle due ragazze è molto buona ed è maltrattata dalla matrigna che vizia invece la propria figlia brutta e capricciosa. La famiglia vive in un bosco. Lontano vive con la madre Ivan, giovane bello e aitante che decide di partire in cerca di fortuna. Tutti lo ammirano al suo passaggio, ma egli non degna della propria attenzione nessuno mentre invece continua a contemplare se stesso in uno specchio. Un giorno Ivan incontra uno gnomo che porta in capo un fungo; questi dona al giovane un arco e alcune frecce. Seguendo il volo di una piuma di un uccello che ha ucciso, Ivan giunge presso un ruscello dove sta la fanciulla buona intenta ad attingere acqua. Colpito dalla bellezza e dalla grazia della fanciulla, il giovane le chiede di poterla sposare; per farsi ammirare da lei prende di mira con l'arco un orsacchiotto, ma la ragazza lo prega di risparmiarlo e, poiché egli non le dà retta, per impedirgli di scoccare la freccia nel segno gli copre la testa col secchio che tiene in mano. Come punizione della sua crudeltà e della sua vanità, Ivan, quando il secchio viene ritirato, si trova una testa d'orso. Disperato il giovane fugge nel bosco e cerca di compiere qualche buona azione al fine di riavere le sembianze umane, ma le sue buone azioni compiute avendo di mira sempre soltanto se stesso non ottengono nulla. Solo quando ha un moto di altruismo sincero Ivan ritrova la sua vera fisionomia e si mette a cercare la ragazza che ama. Intanto la fanciulla lo aspetta ma, giunto l'inverno, la matrigna comanda al marito di condurla nel bosco più lontano e di abbandonarla là. Nel bosco la fanciulla incontra il vecchio padre Gelo che la porta con sé nel suo castello. Là, dopo molte peripezie, la ritrova Ivan. I due giovani tornano dalla famiglia della ragazza con una slitta lussuosa e un bauletto di pietre preziose, dono del padre Gelo. La matrigna, gelosa, comanda che anche la figlia venga condotta nel bosco perché il padre Gelo la rimandi a casa con un marito e con una dote, ma la ragazza risponde sgarbatamente al vecchio e così torna a casa sola su una slitta trainata da porci e dal bauletto che ha con sé escono degli uccellacci neri.

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