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L'AIR DE PARIS

Coppa Conte Volpi di Misurata per un'interpretazione maschile a Jean Gabin (1954)

Partecipazioni

Francia
15. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica (1954)

Supporti:

ARIA DI PARIGI (1954)

ARIA DI PARIGI

Documenti ASAC

Pellicola in archivio
Sequenza dal film (2,32 MB, formato WMV)


Titolo BiennaleL'AIR DE PARIS
Tit. distrib. ital.ARIA DI PARIGI
Anno1954
RegiaMarcel Carné
SceneggiaturaJacques Sigurd, Marcel Carné
SoggettoJacques Viot
FotografiaRoger Hubert
MusicaMaurice Thiriet
InterpretiJean Gabin, Arletty, Roland Lesaffre, Marie Daëms, Folco Lulli, Ave Ninchi, Maria Pia Casilio
NazionalitàFrancia
LinguaFrancese
Dati tecniciLungometraggio, Bianco e Nero, 105 minuti, 35 mm
ScenografiaPaul Bertrand
ProduzioneCino Del Duca Films, Silver Films, Cino Del Duca Produzioni Cinematografiche Europee

Sinossi: Vittorio Le Garrec, un vecchio pugilatore senza un gran passato sportivo, dirige una palestra di allenamento, frequentata specialmente da giovani promettenti. Egli fa questo lavoro con entusiasmo. Sogna di trovare tra i suoi allievi il grande campione che egli stesso non è riuscito a divenire. Sua moglie Bianca lo adora, ma non divide il suo entusiasmo ed aspira ad una vita più calma, a Nizza, dove possiede una piccola casa e vorrebbe aprire un Istituto di cultura fisica. Quando fa la conoscenza di un giovane operaio della S.N.F.C., Andrea Menard, detto Dedè, Vittorio ripone in lui tutte le sue speranze. Il nuovo allievo dimostra di avere la stoffa del campione che Vittorio aveva sempre cercato e diventa l'unico pensiero del suo maestro. Dedè si trasferisce in casa di Vittorio per potersi dedicare completamente al suo allenamento. Per tutti comincia una nuova vita molto seria. Solo i vicini di casa, la famiglia Pozzi, italiani a Parigi, e specialmente la loro figlia Maria, innamorata di Dedé, possono disturbare di tanto in tanto la rigida clausura dei due sportivi. Vittorio non cessa mai di sorvegliare Dedé, il che finisce con l'irritare Bianca, la quale non sa nascondera la sua disapprovazione. Ma vi è un segreto nella vita di Dedé, e gli avvenimenti si svolgeranno in modo da disturbare i progetti di Vittorio. Quando Dedé lavorava ancora alla S.N.F.C., aveva visto un giorno scendere dal treno una giovane donna di grande bellezza, il cui fascino l'aveva colpito. Essa aveva perduto un ciondolo d'oro che si era staccato dal suo braccialetto, e Dedé l'aveva raccolto. Una sera il caso li porta faccia a faccia, e la giovane donna, divertita e un po' turbata da questo incontro, promette a Dedé di essere presente al suo primo incontro di pugilato. La grande giornata arriva. Incoraggiato dalla presenza di Corinna, Dedé vince brillantemente. Da questa trionfale serata inizia il loro amore. Per la prima volta nella sua vita egli si sente veramente innamorato e felice. Ma sorge un problema: Dedé deve scegliere tra il suo mestiere e il suo amore; la scelta è necessaria e difficile. Gli basterà dedicarsi completamente alla sua carriera per dimenticare la donna amata e raggiungera la meta trionfale che il suo amico Vittorio vuol preparargli? Ma non sarà lui alla fine a decidere: Corinna che rinuncia a questa impossibile felicità, lascia improvvisamente Parigi. Dedé si sente solo, tradito, abbandonato, tutta la sua felicità svanisce. Ma Vittorio gli è vicino per donargli ancora la speranza. "Tu non hai bisogno di ricordi, l'avvenire è tuo", questo sono le sue sole parole, mentre il piccolo ciondolo d'oro di Corinna brilla appena tra la polvere della strada.

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