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la Biennale di Venezia: Archivio Storico delle Arti Contemporanee

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LA SFIDA

Premio Speciale della Giuria (ex aequo) a Francesco Rosi (1958)

Partecipazioni

19. Mostra Internazionale del Film a Soggetto
19. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica (1958)

Supporti:

SFIDA (LA)

SFIDA (LA)

Documenti ASAC

Foto
Pellicola in archivio
Sequenza dal film (1,37 MB, formato WMV)


Titolo BiennaleLA SFIDA
Tit. distrib. ital.LA SFIDA
Anno1957
RegiaFrancesco Rosi
SceneggiaturaSuso Cecchi d'Amico, Enzo Provenzale, Francesco Rosi
SoggettoFrancesco Rosi, Suso Cecchi d'Amico, Enzo Provenzale
FotografiaGianni Di Venanzo
MusicaRoman Vlad
InterpretiRosanna Schiaffino, José Suárez, Nino Vingelli, Pasquale Cennamo, Decimo Cristiani
NazionalitàItalia, Spagna
LinguaItaliano
Dati tecniciLungometraggio, Bianco e Nero, 110 minuti, 35 mm
MontaggioMario Serandrei
ScenografiaFranco Mancini
ProduzioneCinecittà, Suevia Films, Vides Cinematografica
DistribuzioneLux Film

Sinossi: A Vito Polara, giovane trafficante napoletano di sigarette, si offre improvvisamente la possibilità di diversi e più lucrosi guadagni. Una notte, infatti, i suoi soci sono inseguiti dai finanzieri e, per non tornare in città a mani vuote, acquistano da certi contadini una partita di ortaggi che vendono direttamente in piazza. Tra la somma impiegata e quella guadagnata la differenza è enorme. Vito comprende che potrebbe arricchirsi se acquistasse prodotti ortofrutticoli in campagna e li vendesse direttamente senza passare attraverso i grossisti e i mercati generali. Ma quando si presenta ai contadini, nessuno vuol vendere. Tutta la merce della zona è infatti controllata da un grossista, Salvatore Ajello, e dai suoi soci che acquistano in blocco e immettono sul mercato a tempo debito, speculando sui prezzi. Grazie alla sua risolutezza, Vito riesce ad inserirsi nel giro dei grossisti e raggiunge in breve una insperata agiatezza, tanto che decide di sposare Assunta. Ma per sostenere le spese di un ricco matrimonio e per pagare i suoi debiti, Vito è costretto a tradire i suoi soci. S'impegna infatti alla vigilia delle nozze a consegnare una grossa partita di merce ad un commerciante, benché l’ordine di Ajello sia, quello di non vendere finché il mercato non dia la possibilità di praticare prezzi maggiori. Dei propositi di Vito i soci, che hanno sempre dubitato di lui, vengono informati e lo diffidano ad effettuare il carico. Ma il giovane ha deciso di imporre i propri diritti: lasciato a mezzo il ricevimento nuziale corre in campagna e costringe con la forza i contadini a consegnargli la merce. Assunta lo attende per tutta la notte. All’alba, disperata, corre ai mercati. Ma qui la sorte di Vito è già segnata: Salvatore Ajello, infatti, per difendere la sua posizione di "capo" ed impedire che tutto il giro di affari crolli, deve vendicarsi. Appena Vito ha consegnato il carico, lo uccide.

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