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IL VIAGGIO DELLA SPOSA

Partecipazioni

Mezzanotte
54. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica (1997)


Titolo BiennaleIL VIAGGIO DELLA SPOSA
Tit. distrib. ital.IL VIAGGIO DELLA SPOSA
Anno1997
RegiaSergio Rubini
SceneggiaturaUmberto Marino, Filippo Ascione, Raffaele Nigro, Sergio Rubini
SoggettoSergio Rubini, Umberto Marino
FotografiaItalo Petriccione
MusicaGermano Mazzocchetti
InterpretiSergio Rubini, Giovanna Mezzogiorno, Carlo Mucari, Franco Iavarone, Umberto Orsini
NazionalitàItalia
LinguaItaliano
Dati tecniciLungometraggio, Colore, 104 minuti, 35 mm
MontaggioAngelo Nicolini
ScenografiaLuca Gobbi
CostumiMaurizio Millenotti
ProduzioneCecchi Gori Group Tiger Cinematografica (Roma)
Distribuzione italianaCecchi Gori Distribuzione

Sinossi: Una giovane nobildonna deve essere scortata dal convento abruzzese in cui ha ricevuto una raffinata educazione al suo promesso sposo in terra di Bari. Nel corso dell'agguato teso da una banda di briganti la nutrita scorta della contessa Porzia viene sterminata. Unici superstiti, la giovane e Bartolo, un rozzo stalliere. Sarà lui ad accompagnarla lungo le strade della secentesca Italia meridionale, in un viaggio complicato da deviazioni iniziatiche e incontri avventurosi. Tra i due personaggi, dopo un'iniziale fase di studio e di diffidenza, si stabilisce una sorta di scambio. La giovane aristocratica, per la quale il mondo era solo un'immagine intuita da dietro le grate del convento e dalle pagine dei libri, si trova a scontrarsi con una realtà cruda e al tempo stesso affascinante. Il servo, al contatto con il linguaggio fiorito e la grazia della padrona, subisce il fascino di un mondo ideale e ordinato che non aveva mai sospettato dietro, e oltre, le asperità della vita di ogni giorno. Alla fine del viaggio, l'uomo avrà imparato, oltre che a leggere e a scrivere, un valore prima impensabile: quello della dignità. Giunti alla metà: Porzia scopre che il vagheggiato futuro marito altro non è che un qualsiasi nobilastro di campagna, bigotto e retrivo, che richiede alla moglie non sensibilità d'animo, ma solo cieca obbedienza e una prole numerosa. Questa scoperta alimenta in lei un sentimento di ribellione che la porta, contravvenendo a tutte le convenzioni del secolo, a fuggire senza curarsi delle conseguenze. Sulla sua strada incrocerà l'uomo che più di ogni altro ha dimostrato di comprendere e apprezzare le sue vere virtù: Bartolo, quello che una volta era un servo, un ladro, un ignorante.

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