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AKAHIGE

Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile a Toshirô Mifune (1965)

Partecipazioni

In Concorso
26. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia (1965)

Venezia Classici
72. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica (2015)

Supporti:

BARBAROSSA T.O. AKAHIGE (SOTTOTITOLI FRANCESE)

BARBAROSSA T.O. AKAHIGE (SOTTOTITOLI FRANCESE)

BARBAROSSA T.O. AKAHIGE (SOTTOTITOLI FRANCESE)

BARBAROSSA T.O. AKAHIGE (SOTTOTITOLI FRANCESE)

BARBAROSSA T.O. AKAHIGE (SOTTOTITOLI FRANCESE)

Documenti ASAC

Foto
Pellicola in archivio
Sequenza dal film (2,76 MB, formato WMV)


TraduzioneBARBAROSSA
Titolo BiennaleAKAHIGE
Tit. distrib. ital.BARBAROSSA
Anno1965
RegiaAkira Kurosawa
SceneggiaturaAkira Kurosawa, Masato Ide, Hideo Oguni, Ryuzo Kikushima
FotografiaAsakazu Nakai, Takao Saitô
MusicaMasaru Satô
InterpretiToshirô Mifune, Yuzo Kayama, Tsutomu Yamazaki, Reiko Dan, Miyuki Kuwano, Kyôko Kagawa, Tatsuyoshi Ehara
NazionalitàGiappone
LinguaGiapponese
Dati tecniciLungometraggio, Bianco e Nero, 180 minuti, 35 mm
MontaggioAkira Kurosawa
ScenografiaYoshiro Muraki
CostumiYoshiko Samejima
ProduzioneToho Company LTD
Distribuzione internazionaleToho Company LTD

Sinossi: l giovane dottor Yasumoto torna a Edo dopo tre anni di specializzazione medica a Nagasaki. Convinto di diventare medico per lo Shogun, rimane fortemente deluso quando scopre che dovrà lavorare a Koishikawa, una clinica con pochi fondi, diretta da un certo dottor Niide, noto ai più come Barbarossa. Non c’è niente nella clinica che non risulti repellente per Yasumoto, e il giovane medico fa di tutto per farsi licenziare: beve, si rifiuta di indossare il camice, rompe ogni regola, compreso l’introdursi in una stanza simile a una cella, proibita a tutti fuorché a Barbarossa stesso, per osservare un’incantevole paziente malata di mente, che lui ritiene normale. Tuttavia Barbarossa non solo ha avuto ragione diagnosticando la malattia mentale della ragazza, ma salva la vita a Yasumoto quando questa cerca di ucciderlo. A poco a poco, nonostante il suo assoluto malcontento, Yasumoto deve riconoscere la grandezza di Barbarossa, un medico devoto che non si ferma a esaminare il corpo dei pazienti ma ne scruta anche l’animo. Il giovane impara a comprendere quest’uomo che, fra le altre cose, ha scelto di essere caritatevole con i poveri e duro con i ricchi. Barbarossa salva una dodicenne da un bordello e la affida alle cure di Yasumoto. Dapprima il giovane medico è allarmato dall’atteggiamento astioso che la ragazza ha sviluppato nell’ambiente in cui è cresciuta. Ma a poco a poco riesce a cambiarla, e ne viene ripagato quando è lui ad ammalarsi e la ragazza lo accudisce. Invece di diventare un medico per lo Shogun, il dottor Yasumoto decide di dedicare la vita alla clinica che prima detestava.

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