ASAC Dati

la Biennale di Venezia: Archivio Storico delle Arti Contemporanee

home > Attività e manifestazioni > Cinema > Ricerca avanzata film
 

MOJA RODINA

Partecipazioni

Retrospettiva Prima dei Codici. Il Cinema Sovietico Prima del Realismo Socialista 1929-1935 - Rieducazione
47. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica (1990)


TraduzioneLA MIA PATRIA
Titolo BiennaleMOJA RODINA
Anno1933
RegiaIosif Kheifits, Aleksandr Grigor'evič Zarkhi
SceneggiaturaMikhail Bleiman, Iosif Kheifits, Aleksandr Grigor'evič Zarkhi
FotografiaMoisei Kaplan
MusicaGavriil Popov
InterpretiBari Haydarov, Gennadiy Michurin, Aleksandr Melnikov, Yanina Zhejmo, Yun Fa-shu, Konstantin Nazarenko, Lyudmila Semyonova, Oleg Zhakov, Pyotr Pirogov
NazionalitàUrss, Unione Delle Repubbliche Socialiste Sovietiche
Dati tecniciLungometraggio, Bianco e Nero, 84 minuti
MontaggioE. Baženova
ScenografiaNikolaj Suvorov
ProduzioneRosfil'm

Sinossi: Siamo nell'anno 1929 al confine fra l'Unione Sovietica e la Cina orientale. Bande di cinesi "bianchi", aizzati da capitalisti stranieri, stanno preparando un attentato alla ferrovia della Cina orientale. Van, un giovane cinese che vive nel dormitorio pubblico, viene ingaggiato per caso, e a sua insaputa, nell'azione terroristica. Lo vestono da soldato, gli danno un fucile nuovo e gli ordinano di sparare ai soldati dell'Armata Rossa. I banditi della fazione dei bianchi occupano il villaggio sovietico vicino al confine. Nelle mani dei nemici finisce, ferito, Vas'ka, soldato dell'Armata Rossa. Il capitano della Guardia Bianca Aljab'ev si prende gioco crudelmente dei suoi compaesani. Nel frattempo dopo l'attentato, arriva un reparto dell'Armata Rossache sferra subito l'offensiva contro i nemici. Fra i soldati catturati e fatti prigionieri c'è anche Van. Il giovane cinese si fa convincere da un ufficiale bianco a fuggire con lui dalla prigione. Riescono a scappare ma strada facendo litigano fra di loro. Van capisce un po' alla volta la giusta causa dei soldati dell'Armata Rossa, si rende finalmente conto di chi sia il vero nemico e si ribella all'ufficiale. Si vendica uccidendolo e torna al dormitorio, fra i suoi vecchi compagni. Il reparto dell'Armata Rossa deve lasciare la Cina e gli abitanti del villaggio accompagnano con dispiacere i soldati al confine.

Torna alla pagina precedente

la Biennale di Venezia © 2006   tutti i contenuti sono coperti da copyright