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CASANOVA

Partecipazioni

Eventi Speciali
45. Mostra Internazionale del Cinema (1988)


TraduzioneLE AVVENTURE DI CASANOVA
Titolo BiennaleCASANOVA
Anno1927
RegiaAlexandre Volkoff
SceneggiaturaNorbert Falk, Aleksandr A. Volkov, Ivan Mozzhukhin
FotografiaNikolai Toporkoff, Fédote Bourgasoff, Léonce-Henri Burel
MusicaFernand Heurteur, Georges Delerue
InterpretiIvan Mozzhukhin, Diana Karenne, Suzanne Bianchetti, Jenny Jugo, Rina De Liguoro, Nina Koshetz, Olga Day, Sapiani, Valdi, Paul Guidé, Albert Decoeur, Dimitri Dimitriev, Carlo Tedeschi, Rudolf Klein-Rogge, Michel Simon, Devar
NazionalitàFrancia
Dati tecniciLungometraggio, Bianco e Nero, 134 minuti, 35 mm
MontaggioRenée Lichtig per la Cinémathèque Française (1985)
ScenografiaAleksandr Lochakoff, Edouard Gosch, Vladimir Meingart
CostumiBoris Bilinskij
ProduzioneCiné-Alliance Film, Société des Cinéromans
DistribuzionePathé Consortium Cinéma, The Movie Group

Sinossi: Per la ricostruzione del film ho utilizzato un racconto ritrovato casualmente in un vecchio libro edito da Tallandier nel 1927. Presso la Cinémathèque Française era rimasta un’unica bobina positiva del Casanova, comprendente una lunga sequenza notturna del Carnevale di Venezia – colorata con una tecnica a stampo – alcuni negativi di una versione mutila, ed una versione molto incompleta di una pellicola di 9,6 mm in pessimo stato. Così ho dovuto rivolgermi ad altre cineteche: di Praga, di Roma e della Maison Pathé, che mi sono state di grande aiuto. All’epoca del cinema muto, ed in particolare quando si trattava di produzioni così costose, venivano solitamente girati tre negativi della medesima inquadratura: uno per la Francia, un altro per i paesi dell’est o di lingua tedesca, il terzo per i paesi di lingua inglese. Alcune scene venivano espressamente girate per alcuni paesi (come oggi accade per talune coproduzioni). Così, per esempio, nella versione francese la contessa Maria finisce i suoi giorni in convento sfuggendo alla pena capitale che invece le viene inflitta nella versione italiana. Per quanto riguarda il finale, operare una scelta si è dimostrato difficile. Del film, infatti, erano state presentate versioni diverse a seconda delle sale: Casanova fugge verso la liberta e verso altre avventure pppure, in un’altra versione, sorride alla moglie di un pescatore al momento dell’imbarco lanciandosi dal battello per raggiungerla ed allontanarsi sul molo con lei. Infine apparivano delle sovrimpressioni del Carnevale di Venezia. Alcuni film erano stampati completamente in bianco e nero. Altri erano colorati, totalmente o in parte. I colori, in genere, si accordavano con i differenti momenti della storia: verde, blu e blu scuro per le scene serali o notturne. Talvolta l’alba era caratterizzata dal rosa pallido; giallo limone era il mattino, mentre il giorno era segnalato dal color seppia. Le scene drammatiche notturne erano spesso sottolineate dal rosso. Talvolta però, per film molto cari, alcune sequenze erano colorate con la tecnica a stampo. Uma delle tre bobine ricevute da Praga conteneva un frammento del ballo dell’imperatrice realizzato a stampo. Ho dunque fatto dorare tutta la sequenza del ballo. La scena della danza delle spade, che ha luogo di notte, è stata colorata con un blu molto tenue. In seguito ho appreso che anche l’ultima parte del carnevale era stata colorata. Poiché la scena si svolge di giorno ho scelto una tinta tra l’ocra e il seppia. Il negativo era in bianco e nero, la stampa di queste sequenze è stata effettuata su di una pellicola a colori. Sono stato molto attento e paziente nella ricostruzione di questo film. Ho scoperto gli splendori di Casanova, la maestosa regia di Volkov, la scenografia barocca, la bellezza e la ricchezza dei costumi e i luoghi eccezionali cosi meravigliosamente fotografati.

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