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SUMURUN

Partecipazioni

Retrospettiva Cinema di Weimar (1919-1932) - Proiezioni integrative per i giornalisti
26. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia (1965)

Documenti ASAC

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TraduzioneSUMURUN
Titolo BiennaleSUMURUN
Anno1920
RegiaErnst Lubitsch
SceneggiaturaHanns Kräly
SoggettoFriedrich Freksa, Victor Hollaender
FotografiaTheodor Sparkuhl, Erich Waschneck
MusicaFriedrich Hollaender
InterpretiErnst Lubitsch, Pola Negri, Paul Wegener, Jenny Hasselqvist, Aud Egede-Nissen, Harry Liedtke
NazionalitàGermania
Dati tecniciLungometraggio, Bianco e Nero, 115 minuti
ScenografiaKurt Richter, Ernö Waschneck
CostumiAli Hubert
ProduzioneDecla - Bioscop

Sinossi: Sumurun, favorita del sultano di Bagdad, è innamorata del mercante di stoffe Nur-al-Din, il quale, con uno stratagemma, riesce a incontrarsi con lei, malgrado la sorveglianza degli eunuchi. Anche il figlio del Sultano ama la bella Sumurun. Arriva una troupe di girovaghi, di cui il Sultano invita la danzatrice nel suo harem. Ma la donna è amata da un clown gobbo, Abdullah, che non si rassegna a perderla e la segue a palazzo. Sumurun riesce a rivedere Nur-al-Din. Il Sultano scopre la danzatrice fra le braccia del figlio e la strangola. Nell'harem sorprende Sumurun con Nur-al-Din. Il sultano vorrebbe ucciderla ma Abdullah, che lo ha visto strangolare la danzatrice, lo pugnala vendicando l'amica. Con la morte del Sultano le donne dell'harem sono libere, le porte della prigione si spalancano; e Sumurun può unirsi per la vita a Nur-al-Din.

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