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la Biennale di Venezia: Archivio Storico delle Arti Contemporanee

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'ROUND MIDNIGHT

Partecipazioni

Venezia 43
43. Mostra Internazionale del Cinema (1986)

Supporti:

ROUND MIDNIGHT (A MEZZANOTTE CIRCA). *

ROUND MIDNIGHT (A MEZZANOTTE CIRCA)


Titolo Biennale'ROUND MIDNIGHT - AUTOUR DE MINUIT
Tit. distrib. ital.'ROUND MIDNIGHT - A MEZZANOTTE CIRCA
Anno1986
RegiaBertrand Tavernier
SceneggiaturaDavid Rayfiel, Bertrand Tavernier
FotografiaBruno de Keyzer
MusicaHerbie Hancock
InterpretiDexter Gordon, François Cluzet, Gabrielle Haker, Sandra Reaves-Phillips, Lonette McKee, Christine Pascal, Herbie Hancock, John Berry, Martin Scorsese, Philippe Noiret
NazionalitàFrancia, Stati Uniti D'America
LinguaInglese, Francese
Dati tecniciLungometraggio, Colore, 131 minuti, 35 mm (Cinemascope)
MontaggioAzmand Psenny
ScenografiaAlexandre Trauner
CostumiJacqueline Moreau
ProduzioneLittle Bear Production

Sinossi: New York, 1959. L’era del be-bop volge al termine e Dale Turner, che era stato uno dei suoi massimi rappresentanti, vede spuntare la fine della strada. Minato dall’alcool e dai disagi, consumato da una vana quanto strenua lotta contro i pregiudizi, il sax tenore più ispirato della sua generazione ingaggia, nei locali sordidi e deserti del Bowery, la sua ultima battaglia… Quindici anni prima, a Parigi, Dale aveva conosciuto il trionfo. Al Blue Note un adolescente di tredici anni, Francis Borier, aveva scoperto per mezzo suo un suono e un universo a lui sconosciuti, una ragione di vita. Francis è rimasto fedele al ricordo di Dale, che l’ha aiutato a superare i difficili frangenti della guerra d’Algeria. A 28 anni, continua ad aspettare il ritorno del suo idolo… Dale non ha mai dimenticato Parigi, suo rifugio: adesso ci ritorna con l’assurda speranza di ricominciare da capo. Fin dalla prima sera Francis è lì, con l’orecchio incollato alla finestrella del Blue Note (dal momento che la sua situazione finanziaria non gli permette di entrare nel locale). Stoicamente, resta sotto la pioggia ad aspettare che Dale esca, ma non osa avvicinarsi al gigante dallo sguardo sperduto, che si allontana con passo incerto sottobraccio al suo temibile “angelo custode”, Buttercup. Il terzo giorno Dale finalmente lo nota e se lo tira dietro in un bar. Francis gli racconta tutta la sua vita in blocco e il musicista si aggrappa, come un bambino smarrito, a questo ammiratore focoso incapace di crescere… Francis, che vive solo con sua figlia Bérangère, diventa il confidente e il produttore di Dale: lo strappa alla sorveglianza di Buttercup e riscuote per conto suo i cachets. Si assicura che resti sobrio e tenta di alleviargli l’angoscia e i rigori di una cura spossante che – lui lo sa – sarà l’ultima. Dopo vari incidenti ed alcuni incontri movimentati con la polizia, Francis accoglie Dale in casa sua, per risparmiargli un internamento che gli sarebbe fatale. Il musicista ha diverse ricadute ma, davanti allo smarrimento del suo fragile soccorritore, s’impegna alla fine a non bere più. Incoraggiato dai successi ottenuti al Blue Note e dall’amicizia vigile di Francis, ritrova tardivamente la serenità. Ritorna a New York con Francis per una serie di concerti e rivede una sera sua figlia Chan, che aveva perso di vista da lungo tempo. Il giorno del loro ritorno a Parigi, Francis attende invano l’amico all’aeroporto: Dale non verrà… Morirà poco più tardi, tutto solo. Ma la sua musica resterà e, per Francis, il suo ricordo si perpetuerà anche in alcuni filmetti amatoriali: ingenue immagini strappate all’ineluttabile e contemplate, anno dopo anno, con la stessa, identica devozione.

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