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DIE FÖRSTERBUBEN

Partecipazioni

Venezia TV - Programmi su pellicola
42. Mostra Internazionale del Cinema (1985)


TraduzioneI FIGLI DEL BOSCAIOLO
Titolo BiennaleDIE FÖRSTERBUBEN
Tit. distrib. ital.I FIGLI DEL GUARDABOSCHI
Anno1983
RegiaPeter Patzak
SceneggiaturaMeir Dohnal
SoggettoPeter Rosseger
FotografiaDietrich Lohmann
MusicaEnnio Morricone
InterpretiFranco Nero, Heinz Moog, Tilo Prückner, Anja Jaenicke, Georg Friedrich, Thomas Sigwald, Horst Klaus, Hanna Lussnig
NazionalitàAustria, Germania, Repubblica Federale Di
LinguaTedesco
Dati tecniciLungometraggio, Colore, 88 minuti, 16 mm
MontaggioMarie Homolka
ScenografiaFritz Krenmuller
CostumiEdith Almoslino
ProduzioneORF, ZDF, Mr-Film, Progefi

Sinossi: In una piccola stazioncina delle Alpi austriache due viaggiatori scendono dal treno: sono Elias, Il diciassettenne figlio del guardiaboschi Rufmann, che il padre è venuta a prendere, e uno straniero che si unisce ai due Rufmann per recarsi in paese. Elias, studente liceale, ha lasciato il collegio a causa della sua salute cagionevole ed è tornato a casa per potersi ristabilire. Il suo stato fisico precario e il suo carattere instabile preoccupano suo padre, che ha davanti agli occhi l’esempio opposto dell’altro figlio, Friedel, fratello maggiore di Elias, un giovane robusto e con la testa piena di illusioni e di progetti, che esita tra i desiderio di restare al paese e sposare la figlia della locandiera e quello di emigrare in America. La sola persona che ispiri fiducia a Elias è Böhme, lo straniero, il cui misterioso attegiamento ha attirato l’attenzione di tutto il paese. Forse sono le belle maniere, forse è l’innata superiorità dello straniero che colpiscono il giovane liceale ipersensibile e confuso: Böhme mostra comprensione per i problemi del ragazzo, contrariamente a quanto fa il padre di questi. E Elias chiede a Böhme di portarlo con sé a “vedere il mondo”. Per costringerlo a farlo, Elias ricorre al ricatto e minaccia di suicidarsi se non lo accontenterà. Ma Böhme ha apparentemente altri problemi; si sta interessando sempre più a Krauthas, un carbonaio poco di buono. Nessuno ha la più pallida idea di perché lo faccia, fino al giorno in cui, alla locanda, Böhme provoca una lite con Krauthas. E, come per caso cita l’assassinio di una vecchia commessa nella città vicina, un fatto che lascia Krauthas singolarmente turbato. Improvvisamente Elias sparisce. Böhme si ricorda sgomento delle minacce di suicidio fatte dal ragazzo e parte alla sua ricerca, sulla montagna. Mentre si sta avvicinando alla capanna del carbonaio Böhme viene ucciso da un colpo di Fucile. Naturalmente tutti i sospetti ricadono su Elias che, in preda allo smarrimento, è incapace di dare spiegazioni. Ma la figlia semiselvaggia di Krauthas, Gunda, che si sente oscuramente attratta da Elias, mette la gente del paese sulla buona strada: la donna assassinata nella città vicina era la madre di Böhme. Quando Krauthas aveva capito che Böhme lo aveva individuato come l’assassino non aveva esitato di fronte all’idea di commettere un altro delitto: si era appostato e gli aveva sparato.

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