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L'ULTIMA MAZURKA

Partecipazioni

Venezia TV
43. Mostra Internazionale del Cinema (1986)


Titolo BiennaleL'ULTIMA MAZURKA
Tit. distrib. ital.L'ULTIMA MAZURKA
Anno1986
RegiaGianfranco Bettetini
SceneggiaturaGianfranco Bettetini, Luigi Lunari
FotografiaGiulio Albonico
MusicaGino Negri, Franz Lehár
InterpretiErland Josephson, Senta Berger, Mario Scaccia, Paolo Bonacelli, Marina Berti, Giuseppe Fallisi, Adele Cossi
NazionalitàItalia
LinguaItaliano
Dati tecniciLungometraggio, Colore, 116 minuti, 35 mm
ScenografiaEnrico Tovaglieri
CostumiFranca Zucchelli
ProduzioneRAI Radiotelevisione Italiana RAIUNO

Sinossi: 1921. Una compagnia di operetta sta provando “Mazurka blu” di Franz Lehar in una cittadina di provincia: il suo sogno è quello di poter fare un debutto a Milano, nell’importante teatro Diana. Seppur attraverso compromessi, adattamenti e trasformazioni dello spettacolo il sogno sembra realizzarsi e la compagnia raggiunge la grande città, dove viene alloggiata all’ hotel Diana, adiacente al teatro. Ma qui la compagnia viene coinvolta in una serie di fatti assolutamente lontani dalla mentalità e dall’esperienza dei suoi componenti. Milano è una città agitata, sconvolta da tensioni e drammi politici che trovano nell’hotel e nel teatro l’epicentro delle loro manifestazioni. Il Questore alloggia da pochi giorni proprio in un appartamento dell’hotel Diana; il cavalier Lanza, direttore del teatro e dell’hotel, ha evidenti, importanti rapporti con forze politiche esterne e sembra reggere le fila di un gioco superiore alle stesse possibilità operative del Questore; nell’hotel circolano informatori e spie e si dà convegno la ricca borghesia per celebrare i suoi riti; Grete, la soubrette della compagnia, appare come l'amante del Questore e, nello stesso tempo, come un fantoccio manovrato dal Lanza. All’esterno, i fascisti manovrano nel segreto per acquisire spazi sempre più ampi di potere e gli anarchici individualisti organizzano un assurdo attentato al Questore per provocare l’attenzione dell’opinione pubblica sulle condizioni di salute del loro capo carismatico. Malatesta, detenuto nelle carceri di San Vittore. In questo intreccio di attività sotterranee e di incontri politici, continuano con fatica le prove dell’operetta. La compagnia cerca di rimandare la prima per difetto di preparazione, ma un potere “occulto' la costringe al debutto nel giorno stabilito. Nell’intervallo tra il secondo e il terzo atto esplode nella sala una bomba ad alto potenziale, che produce molti morti (tra i quali Grete) e moltissimi feriti. Responsabili dell'attentato sono due anarchici, anche se alcune circostanze fanno pensare a connivenze e a coperture. I fascisti comunque escono allo scoperto e assumono la direzione dei funerali delle vittime, manovrandone la tragica messa in scena. La compagnia si scioglie: l’epoca del’operetta é ormai finita, distrutta da una bomba. Mussolini sta per arrivare al potere: sul palcoscenico italiano salgono le camicie nere.

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