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I SOVVERSIVI

Partecipazioni

In Concorso
28. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia (1967)


Titolo BiennaleI SOVVERSIVI
Tit. distrib. ital.I SOVVERSIVI
Anno1967
RegiaPaolo Taviani, Vittorio Taviani
SoggettoPaolo Taviani, Vittorio Taviani
FotografiaGiovanni Narzisi, Giuseppe Ruzzolini
MusicaGiovanni Fusco
InterpretiFerruccio De Ceresa, Lucio Dalla, Giorgio Arlorio, Giulio Brogi, Pier Paolo Capponi, Marija Tocinoski
NazionalitàItalia
Dati tecniciLungometraggio, Bianco e Nero, 96 minuti
ProduzioneAger Film

Sinossi: Sullo sfondo di una esperienza collettiva - i funerali di Togliatti - si muovono una serie di personaggi le cui storie, senza incontrarsi mai, si alternano, si confermano, si ribaltano l'una nell’altra. Giulia, una giovane moglie, viene a Roma da Bologna, dove risiede. Qui per una serie di circostanze e soprattutto per l'incontro con una vecchia amica, si accorge di avere delle tendenze innaturali e finisce per abbandonare il marito, che cerca inutilmente dl riportarla entro i limiti di una razionalità convenzionale. Per Ettore, un giovane rivoluzionario venezuelano in esilio a Roma da tre anni, è il momento di tornare alla guerriglia in Venezuela. Cerca di vincere la sua paura della sofferenza, della morte e per reazione si comporta nel modo peggiore con la sua ragazza, Giovanna, cui toglie ogni cosa: la purezza, la rispettabilità, la famiglia. Deciso alla rivoluzione a qualsiasi costo, distrugge allo stesso tempo il concetto finalistico e consolatorio della rivoluzione stessa. Ermanno, laureato in filosofia, non crede alla filosofia. Prova a fare il fotografo, ma non ci crede. Passa da un'esperienza ad un'altra con insofferenza, alla ricerca di se stesso. Vive le sue esperienze accanto a Muzio, un amico fotografo disposto sempre più alla rinuncia. Ludovico è un regista: sta girando un film su Leonardo da Vinci. Crede nel suo film, ma è minato da una malattia che può essere mortale. Leonardo nei suoi ultimi anni di vita ripropone il dramma del regista, egli infatti alla fine avverte la relatività anche delle sue opere più insigni. Vuole abbandonare tutto, girare il mondo in cerca di contatti più diretti con gli uomini, con la realtà. Fugge infatti dalla corte in cui è ospitato, un atto di follia senile, forse, ma anche una scelta.

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