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IL DESERTO ROSSO

Leone d'oro (1964)

Partecipazioni

In Concorso
25. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia (1964)

Retrospettiva - Cinquant'anni di cinema a Venezia
Mostra Internazionale del Cinema (1982)

Personale Antonioni
59. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica (2002)

Venezia Classici - Restauri
74. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica (2017)

Supporti:

IL DESERTO ROSSO - PARTE I (1978)

IL DESERTO ROSSO - PARTE II (1978)

929

Documenti ASAC

Foto
Pellicola in archivio
Sequenza dal film (1,91 MB, formato WMV)


TraduzioneIL DESERTO ROSSO
Titolo BiennaleIL DESERTO ROSSO
Tit. distrib. ital.IL DESERTO ROSSO
Anno1964
RegiaMichelangelo Antonioni
SceneggiaturaMichelangelo Antonioni, Tonino Guerra
SoggettoMichelangelo Antonioni, Tonino Guerra
FotografiaCarlo Di Palma
MusicaGiovanni Fusco
InterpretiMonica Vitti, Richard Harris, Carlo Chionetti, Aldo Grotti, Xenia Valderi, Rita Renoir, Valerio Bartoleschi, Emanuela Paola Carboni, Lili Rheims, Bruno Borghi, Beppe Conti, Giovanni Lolli, Hiram Mino Madonia, Giuliano Missirini
NazionalitàFrancia, Italia
LinguaFrancese, Italiano
Dati tecniciLungometraggio, Colore, 120 minuti
MontaggioEraldo Da Roma
ScenografiaPiero Poletto
CostumiGitt Magrini
ProduzioneFilm Duemila, Francoriz
NoteIl titolo esatto del film è "Il deserto rosso" e non, come erroneamente pubblicato in quasi tutte le filmografie, "Deserto Rosso".

Sinossi: Ugo, un ingegnere elettronico che lavora a Ravenna e Corrado, ingegnere minerario, non si vedevano dai tempi dell’università. Corrado è venuto a Ravenna per trovare operai da condurre in Patagonia dove la sua impresa ha assunto impegni per montare raffinerie. È ricorso all'amico perché lo aiuti ad ingaggiare specialisti. Viene così a sapere che la moglie dell'amico, Giuliana, ha avuto un incidente d'auto che le ha provocato uno choc dal quale non si è ancora riavuta completamente. In realtà non è soltanto uno choc, ma una ben più grave nevrosi depressiva. Giuliana fa quello che può per controllarsi, per vincere le angosce e gli incubi notturni dai quali è oppressa, ma l’ambiente di fabbriche, di rumori, di lavoro meccanizzato nel quale è costretta a vivere è il meno indicato ad aiutarla. Ben presto nasce in Corrado una naturale simpatia verso Giuliana che via via si tramuta in una forte attrattiva. Durante una assenza di Ugo, si stabilisce tra Corrado e Giuliana un legame più intenso, più intimo. La nevrosi di Giuliana però continua e accresce il suo stato depressivo, a questo si sovrappone ora la malattia del figlio che improvvisamente la porta a pensare a malattie terribili. Ma il bambino ha finto. Corrado la vede giungere in albergo disfatta, quasi ai confini della schizofrenia: tenta di farle superare la crisi abbandonandosi ad un amplesso disperato. Ma Giuliana non trova se stessa: sente che non potrà essere liberata dalle sue angosce e difficilmente potrà reinserirsi nella realtà. Durante la notte Giuliana vaga nella zona del canale in preda a forze contraddittorie, alla paura e alla vaga consapevolezza che una partenza non risolverebbe, comunque, i suoi problemi. La mattina dopo la ritroviamo col figlio mentre si aggira, apparentemente tranquilla, nei dintorni di una grande raffineria.

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