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HAMLET

Partecipazioni


41. Festival Internazionale del Teatro (2011)


Anno2008

Sinossi: Con Urs Jucker (Claudius, fantasma), Lars Eidinger (Hamlet), Judith Rosmair (Gertrud, Ophelia), Robert Beyer (Polonius, Osric), Sebastian Schwarz (Horatio, Guildenstern), Stefan Stern (Laertes, Rosencrantz). - Ha debuttato ai festival di Atene e subito dopo di Avignone nel luglio 2008, a settembre era a Berlino, quindi ai festival di Sydney, Gerusalemme, Buenos Aires, per citarne solo alcuni, e dopo Venezia, dove arriva per la prima volta in Italia per la Biennale nell’ambito del 41. Festival Internazionale del Teatro, sarà al Barbican di Londra, e ancora in tournée fino a giugno 2012. Si tratta di Hamlet – caposaldo della cultura europea – secondo Thomas Ostermeier. Il quarantaduenne regista tedesco, saldamente alla testa della Schaubühne di Berlino, il teatro tedesco che tanto ha contribuito al rinnovamento della scena a partire dagli anni di Peter Stein, affronta l’immensità del testo shakespeariano con piglio teutonico e privo di timore reverenziale. Condensa i cinque atti in due ore e mezza, traduce – complice il drammaturgo Marius von Mayenburg - la lussureggiante lingua poetica del Bardo nella linearità della prosa tedesca, moltiplica per tre il più celebre e abusato monologo di tutti i tempi, “essere o non essere” (“Tutti sanno o credono di sapere quel monologo, ma io non sono sicuro di capire veramente il suo significato. Per questo lo trattiamo come un pezzo musicale suonato ogni volta con strumenti diversi: batteria, chitarra elettrica, violino”); mette in scena il funerale del padre di Amleto, che nel testo originale è già morto prima che l’azione cominci, distribuisce gli oltre venti personaggi tra i sei attori del suo affiatato collettivo, accentuando, nella apparente confusione dei ruoli, la confusione di Amleto e che niente è come sembra; ribalta l’immagine del “pallido principe” in quella di un giovane grasso e terribile, immerge lo spettacolo in un diluvio di immagini e suoni, fa cantare a Gertrude “Claudius my drug” da “Tu es ma came” di Carla Bruni…. Come sottolineano le note di presentazione dello spettacolo, Shakespeare descrive la corte reale danese come un sistema politico corrotto che diventerà per Amleto un groviglio di paranoie. L’omicidio, il tradimento, la simulazione e la sessualità sono le armi usate nella lotta per conservare il potere. Incapace di affrontare la situazione e combattere le ciniche regole del gioco di corte, Amleto indugia e dirige la sua violenza contro se stesso. La sua capacità di analizzare i pro e i contro diventa un ostacolo insormontabile al raggiungimento dei suoi obiettivi, ed essendo l’ultima persona a farsi scrupoli in un sistema che non ne ha più, è destinato al fallimento. Con al centro il paradosso di un protagonista inetto, l’Amleto è ancora oggi una valida analisi del dilemma intellettuale tra la complessità del pensiero e l’azione politica. La progressiva perdita di contatto con la realtà di Amleto, il suo disorientamento, la manipolazione della verità e dell’identità si riflettono nello stile di recitazione, che mette in primo piano la finzione e il travestimento.

Nota esecuzionePrima italiana
Esecuzioni10/10/2011: 20:00 (Teatro Goldoni)
AutoreWilliam Shakespeare
RegiaThomas Ostermeier
SceneJan Pappelbaum
CostumiNina Wetzel
InterpreteUrs Jucker, Lars Eidinger, Judith Rosmair, Robert Beyer, Sebastian Schwarz, Stefan Stern
MusicaNils Ostendorf
LuciErich Schneider
VideoSebastien Dupouey
TraduzioneMarius von Mayenburg
DrammaturgiaMarius von Mayenburg
PartenariatoHellenic Festival Atene e Festival d'Avignon
ProduzioneSchaubühne Berlin
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