ASAC Dati

la Biennale di Venezia: Archivio Storico delle Arti Contemporanee

home > Attività e manifestazioni > Teatro > Ricerca avanzata teatro
 

PLEASE, CONTINUE (HAMLET)

Documenti ASAC

Foto


NazionalitàSpagna
LinguaItaliano

Sinossi: Non ci sono spettatori nel teatro di Roger Bernat: non c’è differenza tra quanti assistono e quanti agiscono. Le creazioni di questo geniale regista catalano sono forse l’esperienza più avanzata di quello che gli studiosi chiamano “teatro partecipativo”. La questione, infatti, non è coinvolgere, più o meno banalmente lo spettatore, ma renderlo elemento fondamentale dell’evento scenico, tanto da diventare “spett-attore”. Bernat ha pubblicato sul suo sito un manifesto in dodici punti in cui chiarisce le proprie intenzioni in fatto di “spettacolo”. E al primo punto si legge: «le prime istruzioni per l’uso sono di smettere di leggere! Come con i giochi (e con gli elettrodomestici), è più facile scoprire le regole giocando». Ma cita anche Giorgio Agamben nella definizione di “contemporaneo” o smentisce Walter Benjamin sul concetto di aura: i suoi “show” non promuovono la partecipazione, sono anzi meccanismi inerti finché qualcuno del pubblico non dà loro forma. Le sue creazioni straordinarie sono conosciute e amate non solo in Italia: a partire da Domini Públic (2008) che prende vita, come suggerisce il titolo, in uno “spazio pubblico” qual è una piazza. Qui gli spettatori, seguendo indicazioni ascoltate?in cuffia, reagendo a domande banali o private, compongono gruppi, sottogruppi, entità mobili che poi vengono identificate in “prigionieri”, “poliziotti”, “personale della croce rossa”. S’intuisce subito come il meccanismo slitti da un piano di euforia partecipativa a uno più denso, radicalmente politico, di riflessione sulla società e l’identità. Temi che esplodono in modo eclatante nel lavoro successivo, Pendiente de voto, in cui – richiamando certe tecniche di Augusto Boal – il regista mette in discussione la pratica parlamentare. Il più recente Numax-Fagor-plus, che ha debuttato nel 2014 affronta di petto il tema della crisi e della disoccupazione, mettendo a confronto due situazioni simili accadute nel 1979, con la fabbrica di elettrodomestici Numax e nel 2013, con la cooperativa basca Fagor: la lotta per il lavoro e la dignità, la cooperazione e la collettivizzazione si declinano in un’analisi acuta della narrazione politico-economica. Con Please, continue (Hamlet), del 2011, Bernat incontra il performer e artista visivo Yan Duyvendak, fondatore della compagnia che porta il suo nome e il cui slogan, citando Terenzio, è «I am human and nothing human is alien to me». Artista complesso e prolifico, il cui Sound of Music, musical sulla dissoluzione del vivere comune è stato apprezzato recentemente a Bologna, Duyvendak, ha affermato: «la cultura che illumina non è quella che acceca». Anche per questo, forse, Bernat e Duyvendak provano, a modo loro, a far luce su un cold case incredibile: l’omicidio di un tal Polonio. Per Hamlet, dunque, il contesto è il processo, ovvero la pratica del giudizio. Un tribunale vede come imputato un giovane disperato e molto conosciuto: Hamlet, il personaggio per eccellenza. E con lui Ofelia e Gertrude, chiamate in causa e forse in correità. Un attore (alla Biennale sarà il bravo Benno Steinegger) interpreta Amleto, ma il resto è affidato a veri giudici, avvocati, magistrati: quei “dignitari della giustizia”, come li chiama Bernat, invitati tra quelli attivi nel foro veneziano. Colpevole o innocente? La decisione è, naturalmente, in mano alla giuria degli spett-attori. Sbarcando in laguna, Roger Bernat dispiega, infine, la sua analisi artistica alla città: nel workshop per Biennale Teatro 2016 coglie l’estrema contraddizione carnevalesca in cui versa Venezia, e la amplifica. «Venezia rappresenta - scrive – un’attualissima cultura del consenso. Visitatori e turisti compongono un’unica comunità, che celebra senza sosta l’esperienza collettiva di riconoscersi fra i palazzi. Tuttavia, nell’ambito ineguagliabile della sua prestazione, celebra anche la sua trasparenza». Su questi temi, aspri e cogenti, Bernat invita alla proposta e al confronto i suoi laboratoristi.

Durata150 minuti
Esecuzioni30/07/2016: 20:00 (Teatro alle Tese Arsenale)
AutoreRoger Bernat, Yan Duyvendak
RegiaRoger Bernat, Yan Duyvendak
InterpreteFrancesca Cuttica, Cinzia Morandi, Benno Steinegger
CollaborazioneVille de Genève, République et canton de Genève, Pro Helvetia Fondation suisse pour la culture e INAEM - Ministerio de Cultura de España
SostegnoMontévidéo (Marsiglia), Le Carré - Les Colonnes Scène conventionnée (Saint-Médard-en-Jalles/Blanquefort) (coproduzione)
ProduzioneThéâtre Le Phénix, Huis a/d Werf, Théâtre du Grü, Elèctrica Produccions, Dreams Come True
Torna alla pagina precedente

la Biennale di Venezia © 2006   tutti i contenuti sono coperti da copyright