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KRÓL LEAR

Partecipazioni


44. Festival Internazionale del Teatro (2016)


TraduzioneRE LEAR
Anno2016
NazionalitàPolonia
LinguaPolacco
SoggettoWilliam Shakespeare

Sinossi: Con Krzysztof Zawadzki (Edgardo), Bartosz Bielenia (Edmondo), Roman Gancarczyk (Conte di Gloucester), Jacek Romanowski (Goneril) Jasmina Polak (Cordelia, matto), Jerzy Gralek (Re Lear) in video Bogdan Brzyski (Osvaldo), Mieczyslaw Grabka (Regan), Radoslaw Krzyzowski (Conte di Kent). - È un teatro aspramente politico, quello che Jan Klata propone sin dal suo debutto, avvenuto nel 2003 con L’ispettore generale di Gogol: uno spettacolo che scandalizzò, ma che subito segnalò l’artista sulla scena europea. Questo regista, classe 1973, non lesina confronti serrati con il proprio tempo, con il proprio paese, con la situazione politica europea. Con testi classici – da una prima lettura di Amleto con H., del 2004, in cui rifletteva sul corso “europeo” della Polonia – e opere contemporanee, Jan Klata sfrutta al meglio i mezzi del teatro per dare vita ad affreschi incisivi che sono squarci su temi quali l’identità, il potere, gli equilibri nazionali e internazionali. Cultore della musica pop anni ‘80 e ‘90, Jan Klata ha realizzato nel 2007 una rutilante versione dell'Oresteia, facendone un’opera in cui il destino di morte avvolge intere popolazioni, condannate ad amare e odiare, a uccidere e vendicarsi, senza alcuno scampo. Nel 2012, poi, per una co-produzione tra Germania e Polonia con lo Staatsschauspiel di Dresda del Tito Andronico, ha diviso ironicamente i “romani” dai “barbari”, affidando i primi ad attori tedeschi e i secondi agli attori polacchi. A Bochum, invece, ha diretto una nuova versione di Amleto, giocando con tre lingue: tedesco, polacco e inglese, che si intrecciavano tra loro, con rimandi ad Heiner Müller o al poema polacco Il lamento di Fortebraccio di Zbigniew Herbert. Il lavoro toccava il parossismo della contaminazione linguistica: l’attore che recitava il ruolo di Fortebraccio diceva il poema in polacco, mentre Orazio ne faceva una traduzione simultanea in tedesco. Ma quel suo celebrato Amleto – fisico, ipercontemporaneo, in una scenografia dal ripido declivio, tra macerie e specchi – era un inno alla nevrosi d’oggi, in cui il celere teschio di Yorick diventa l’altrettanto noto teschio di diamanti creato da Damien Hirst. Dopo Verso Damasco, da Strindberg, realizzato a Cracovia nel 2013, quando è stato chiamato a dirigere il Teatro Nazionale, Klata è stato attaccato dall’estremismo di destra per le sue prese di posizione. E in questa temperie, si colloca l’emblematico Re Lear, spettacolo che ha ottenuto un grande successo internazionale, ma non scevro di polemiche. La visione originalissima di Klata trasla la vicenda nei meandri bui del Vaticano, evocando non solo il peso che il cattolicesimo ha in Polonia, ma anche l’eterna dialettica tra potere temporale e potere spirituale della Chiesa cattolica romana. Lear, dunque, è un Papa, una sorta di Borgia contemporaneo, che vuole distribuire il potere conquistato tra i suoi figli. Estremamente coerente, la lettura del regista chiede al pubblico di fare i conti con temi scottanti. Con una domanda su tutte: un Papa può abdicare? La storia recente ha reso quanto mai cruciale questo tema. Insignito del prestigioso Golden Yorick Prize, il Re Lear di Klata è uno spettacolo intenso, aspro, giocato su una moltiplicità di segni che nulla toglie al rigore generale. Voce autorevole dell’Europa al tempo della crisi, Klata non si sottrae al compito ingrato di porre domande, di sollevare problemi attraverso la pratica scenica. Presente alla Biennale anche con un workshop, Jan Klata ha deciso di affrontare, alla sua maniera, un altro affascinante tema, dando al suo laboratorio un titolo non privo di ironia: Cinquanta sfumature di martirio, e con sottotitolo Strategie di sopravvivenza. Si chiede il regista: «Che fine hanno fatto tutti gli eroi? Tutti i shakesperoi?».

Nota esecuzionePrima italiana
Durata120 minuti
Esecuzioni06/08/2016: 20:00 (Teatro alle Tese Arsenale)
RegiaJan Klata
AutoreWilliam Shakespeare
CoreografiaMacko Prusak
AdattamentoJan Klata
SceneJustyna Lagowska
CostumiJustyna Lagowska
MusicaJames Leyland Kirby
LuciJustyna Lagowska
Adattamento musicaleJan Klata
TraduzioneLeon Ulrich
SopratitoliItaliano e Inglese
ProduzioneStary Teatr
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